giovedì 19 maggio 2011

Scarpe di pelle ‘made in China’ provocano dermatiti e tumori

Scarpe e sandali di pelle ‘made in China’ conciati con dosi di cromo esavalente anche 30 volte superiori ai limiti di legge. Il caso delle scarpe contaminate provenienti dall’estremo oriente sequestrate a Milano, riaccende l’allarme per la salute. Sotto accusa la conciatura senza regole delle pelli effettuata in Cina. «Il rischio maggiore indossando queste scarpe è quello di sviluppare una reazioni allergica cutanea – spiega Ivo Iavicoli, tossicologo e ricercatore dell’Istituto medicina del lavoro dell’università Cattolica di Roma – dovuta ai valori non in regola del cromo esavalente utilizzato per il trattamento del pellame». «Questa sostanza – dice all’Adnkronos Salute – è un allergene molto importante, e nel periodo estivo il rischio dermatite è anche maggiore. Soprattutto per i bambini e gli anziani che indossano le calzature senza calzini». «Il cromo esavalente è usato anche per la colorazione delle pelli – afferma Armando Zingales presidente Consiglio nazionale dei chimici – e non va sottovalutato il suo potere cancerogeno. Ad esempio attraverso un contatto prolungato della pelle della calzatura contaminata con il sudore del piede». Ma ad allarmare il presidente dei chimici italiani è anche l’esaclorofene, un disinfettante utilizzato per preservare le scarpe dalle muffe delle stive durante il lungo viaggio in nave dalla Cina verso l’Europa. «Questi importatori cinesi senza scrupoli utilizzano l’esaclorofene per disinfettare le calzature, ma così inquinano la merce con un elemento potenzialmente letale, se inalato ad alte concentrazioni». Il cromo esavalente può essere presente, ad esempio, nella carrozzeria delle automobili. E viene usato anche nella produzione del pellame italiano. «Ma i nostri prodotti d’abbigliamento – sottolinea Iavicoli – sono fatti a norma di legge e non presentano i livelli di pericolosità dei ‘cuginì asiatici. Il pericolo maggiore in quei Paesi lo corrono i lavoratori – conclude l’esperto – costretti a inalare per molte ore al giorno sostanze tossiche concentrate. Senza nessuna tutela per la loro salute».

sabato 30 aprile 2011

STATI UNITI : ASSUNZIONE A RISCHIO SE SEI UN FUMATORE

Se fumi non puoi lavorare in questa azienda. È questo l’estratto di una notizia che noi riprendiamo dal sito INAIL e che l’istituto nazionale ha a sua volta prelevato da un articolo dell’Herald Tribune, Stati Uniti D’America. Secondo quanto detto dall’Herald, in molte aziende americane sembra stia scattando il divieto di assunzione di persone fumatrici o comunque di avere dipendenti che fumino. Una prassi che si sta talmente consolidando a tal punto da inserire il controllo della nicotina nelle urine nelle visite mediche in azienda e nelle visite mediche pre assunzione.

Molti ospedali, strutture sanitarie statunitensi per esempio hanno attuato dure restrizioni sulla possibilità di avere un fumatore tra i propri dipendenti. Il tabacco non fa bene al lavoro e sta imperando il motto "aumentare la produttività dei lavoratori, ridurre i costi sanitari, e incoraggiare uno stile di vita più salutistico''.

Sono ormai abitudinali annunci di lavoro in cui si ricerca esplicitamente personale non dipendente dall’uso del tabacco. La dipendenza dal tabacco è quindi una seria discriminante

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Gli stati in cui tutto ciò ha preso rapidamente piede sono in Florida, Massachusetts, Missouri, Ohio, Pennsylvania, Tennessee e Texas. Qui sono state bloccate dallo scorso anno le assunzioni di fumatori e qui le sigarette sono praticamente equiparate a droga illegale.


venerdì 1 aprile 2011

L'Ordine dei Medici di Ragusa dice “no” alle gare al ribasso

Dura presa di posizione dell'Ordine Provinciale dei Medici-Chirurghi e degli Odontoiatri di Ragusa contro l'ennesima gara al ribasso (”Avviso pubblico per l'affidamento di incarico di medico competente”) indetta dall'Assessorato Regionale Territorio e Ambiente–Corpo Forestale della regione Sicilia.